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Paragrafo  6  .  Lo  sviluppo  degli  Stati  Uniti  tra  Settecento  e

Ottocento.

     
Eletto  all'unanimit  e  riconfermato  nel  1793,  George  Washington
dovette  fare i conti con i difficili problemi economici e con  quelli
altrettanto  complessi  determinati dal nuovo  assetto  istituzionale;
egli si avvalse della collaborazione di uomini di notevole prestigio e
valore,  quali  Thomas  Jefferson, Alexander Hamilton  e  Henry  Knox,
rispettivamente agli esteri, al tesoro e alla difesa.
     
     
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     Per  affrontare  le gravi difficolt finanziarie,  causate  dalle
spese  sostenute  per la guerra d'indipendenza e da quelle  necessarie
per   mettere   in  piedi  l'apparato  amministrativo  dell'unione   e
rafforzare  l'esercito,  furono introdotte nuove  imposte  federali  e
venne  realizzato  un efficiente sistema creditizio,  controllato  dal
governo federale tramite la banca degli Stati Uniti. L'imposizione  di
dazi  protettivi  favor  la  borghesia  imprenditoriale  degli  stati
settentrionali, ma suscit le proteste degli agricoltori  meridionali,
interessati  alla libert degli scambi con l'Inghilterra, dalla  quale
proveniva una crescente richiesta di cotone.
     La  contrapposizione di interessi economici tra gli  stati  port
alla  formazione  di  due  partiti:  quello  repubblicano-democratico,
guidato  da  Thomas  Jefferson,  che esprimeva  le  aspirazioni  degli
agricoltori del sud e dei coloni dell'ovest ed era favorevole  ad  una
politica commerciale liberoscambista e ad una maggiore autonomia degli
stati;  quello federalista, il cui principale esponente era  Alexander
Hamilton,  che  sosteneva gli interessi della borghesia industriale  e
finanziaria  ed  era  fautore di un forte potere  centrale  e  di  una
politica commerciale protezionista.
     Nel  1796, scaduto il secondo mandato di George Washington, venne
eletto  presidente  John Adams, federalista, ma nel  1800  ottenne  la
presidenza  il  massimo esponente dei repubblicani, Thomas  Jefferson,
che,  rieletto nel 1804, attu un programma fondato sulla  limitazione
del  potere  centrale. Nel 1808 gli succedette un altro  repubblicano,
James Madison, anch'egli confermato per un secondo mandato.
     Dopo   la   fine   della   guerra  d'indipendenza   era   ripresa
l'espansione  territoriale, regolamentata dalla cosiddetta  "ordinanza
del nord e ovest", deliberata dal congresso continentale gi nel 1787,
in  base  alla  quale i nuovi territori colonizzati  sarebbero  potuti
diventare stati dell'unione una volta raggiunti i 60.000 abitanti.  Fu
cos  che tra il 1790 e il 1802 ai tredici stati originari si  unirono
il  Vermont,  il  Kentucky, il Tennessee e l'Ohio,  cui  nel  1812  si
aggiunse la Louisiana, acquistata dalla Francia nel 1803.
